Le paure dei bambini: cosa sono e come affrontarle.

4 Ottobre 2020

Le paure dei bambini

Il primo dovere dell’amore è: ASCOLTARE! le paure dei bambini

Chi da bambino non ha vissuto delle paure, concrete o immotivate?

Sappiate soprattutto che la paura non è una emozione negativa, ma difensiva. Il sistema corpo-psiche rivela una “minaccia” presunta o reale e va in allerta. Per comprendere e mettere bene a fuoco le necessità dei bambini, l’adulto deve partire dall’osservazione e dall’ascolto del proprio/dei propri figli, ma spesso davanti alla paura dei piccoli gli adulti si paralizzano.

Se non ascoltiamo però non cogliamo le loro necessità e il bambino rischia di sentirsi più solo e meno protetto, di conseguenza sempre più spaventato.

Le paure dei bambini spaventano anche i grandi, ma perché?

Alcuni genitori rimproverano i figli, altri diventano iperprotettivi, altri ancora le sottovalutano: le paure dei bambini inducono spesso nei genitori dei comportamenti un po’ maldestri. Forse, oltre all’ansia di protezione, le paure dei bambini toccano nuclei psichici profondi o ricordi dolorosi che mettono in apprensione gli adulti al di là delle stesse paure dei bambini. Trovare il modo giusto per aiutare i figli ad affrontarle è semplice, basta seguire alcune regole.

Ricordando che le paure dei bambini sono un fattore importante per la maturazione psichica e lo sviluppo della personalità.

Paure dei bambini: quando sono normali

Esistono paure dei bambini che non devono spaventare: sono le cosiddette “paure sane”. Ecco quali sono le loro caratteristiche.

Sono paure “classiche” e di solito sono passeggere e più gestibili di altre: si riferiscono perlopiù agli stereotipi tradizionali: il buio, il lupo cattivo, l’uomo nero, la strega; che fanno parte delle normali fasi di sviluppo di tutti i bambini.

La loro presenza si fa sentire in momenti specifici, anche in modo intenso, ma non influenza troppo la vita del bambino. I ritmi e le attività consuete permangono.

Non restano uguali per tutta l’infanzia ma si modificano nel tempo, cambiando soggetto (e i dettagli riferiti) con l’avanzare dell’età del bambino.

La rassicurazione o anche solo la presenza di una figura di riferimento riesce a spegnere la paura e a riportare in breve il bambino alla tranquillità.

Paure dei bambini: quando occorre più attenzione 

Se le paure dei bambini sono troppo invadenti, potrebbero essere il segnale che il piccolo sta vivendo un disagio innaturale che non va sottovalutato. Ecco come si presentano.

E se  li  terrorizzano (possono essere legate a piccoli/grandi traumi subiti o spaventi).

Il bambino si agita anche solo all’idea di dover affrontare la situazione a rischio. Dà la sensazione di sentirsi come annientato dal pericolo. Il bambino tende a generalizzare la paura anche ad altre situazioni, diverse da quella che in apparenza l’ha scatenata, diviene insicuro e perde delle autonomie che prima aveva.

Se sono paure arrivate a seguito di traumi, queste si manifestano sempre e solo in una situazione specifica che il bambino associa a un’esperienza negativa (ad esempio, senza pensare a chissà quali cose gravi: un luogo chiuso dopo essere rimasto bloccato in ascensore).

Parliamo di paure molto invadenti che condizionano la vita del bambino e quella dei genitori, impedendo alcune attività fondamentali.

Queste paure, se non affrontate sul piano clinico rimangono permanenti, non si modificano nel tempo ma rimangono intatte nonostante lo sviluppo del bambino e risultano vistosamente fuori tempo e fuori luogo (ad esempio la paura di un pupazzetto all’apparenza innocuo che si trasforma in mostro a otto anni).

Possono in età adulta dare origine a disturbi d’ansia e disturbi più gravi, ecco perché è importante: capire, confortare e aiutare.

Cosa fare per affrontare e le paure dei bimbi?

Ecco i comportamenti da evitare e quelli da preferire per aiutare i vostri figli a superarle.

  • Non trattateli da paurosi e non fateli sentire in colpa: otterreste solo l’effetto contrario;
  • Fateli sempre esprimere sulle loro paure chiedendo loro di raccontarvi le emozioni e le fantasie che li inquietano, con dolcezza e senza forzarli, già favorendo “l’esorcizzazione” delle paure stesse attraverso la narrazione.  Riuscire a parlarne e sentirsi accolti riduce la tensione e aiuta ad affrontare il problema, che non è più all’interno del bambino ma esternalizzata nel racconto e depositata su un adulto rassicurante e competente;
  • Essere “lì” nel momento in cui la paura si manifesta. Una presenza calma e affettuosa ha un immediato effetto tranquillizzante e se non riuscite a stare calmi, prima calmatevi e poi dialogate con il bambino.
  • Mostrate serenità ed evitate i due poli opposti: non mostratevi sempre ansiosi né sempre spavaldi, perché i piccoli potrebbero sentirsi soli e inadeguati o al contrario emularvi e diventare “spacconi” anche a dispetto dei propri limiti ed emozioni.
  • Evitate più di tutto i confronti: ogni bambino ha i suoi tempi, che vanno rispettati. Dietro un bambino più pauroso rispetto alla media può nascondersi il seme di un talento e di un coraggio fuori dal comune.
  • Non dite mai: “Affronta la paura, devi essere forte”. Spingere un bambino a viso aperto contro una paura è sbagliato, perché può trasformare la paura in terrore e ingigantire il problema.

Se non riuscite e vi accorgete che il bambino o la bambina è troppo spaventato e la paura permane rivolgetevi a noi.

 

 

Dott.sa Lucia Chiarioni
Lucia Chiarioni
Psicologa-Psicoterapeuta- Psicotraumatologa- Emdr Practitioner e specializzata in Neuro e Biofeedback Linerare- Psicologa dello Sport.

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