Il meccanismo della paura

4 Ottobre 2020

il meccanismo della paura

il meccanismo della paura Il battito del cuore accelera, i vasi sanguigni si restringono, produciamo meno saliva o persino la salivazione si blocca e la bocca diventa asciutta, aumenta la sudorazione e il livello di attenzione. Di cosa stiamo parlando? Della Paura!

Ne siamo “affetti” tutti, anche i più coraggiosi, perché il sentimento della paura è primordiale ed è utile alle specie viventi (tutte!), come meccanismo di sopravvivenza.

L’emozione della paura nasce nel nostro cervello, in particolare le neuroscienze hanno identificato diverse zone deputate alla sua modulazione, tra cui in particolare: l’amigdala e l’ippocampo.

La prima è un’area del cervello grande più o meno come una mandorla, che si ritiene coinvolta nella memoria emozionale e nei processi emotivi; quindi anche nella paura.

L’ippocampo invece (che è parte del lobo temporale), si ritiene sia coinvolto nella registrazione degli schemi percettivi e nella loro comprensione.

Per dirla volgarmente, immaginiamo l’ippocampo come il computer che registra le nostre sensazioni, e l’amigdala come colei che aggiunge valore e dà un nome a quei dati immagazzinati, che diventano poi le nostre emozioni, come appunto la paura.

All’attivazione dei circuiti cerebrali, corrisponde la produzione di cortisolo e adrenalina da parte del corpo, in misura maggiore o minore a seconda di quanto è grande la paura che viviamo. Ecco perché nessuno è esente!

La paura è un sentimento ancestrale, fa parte del nostro corredo genetico da sempre e probabilmente senza questa emozione, l’uomo si sarebbe estinto molto tempo fa.

Le due principali reazioni che utilizziamo di fronte ad un evento che ci crea paura sono: l’attacco o la fuga. La scelta dell’uno o dell’altro è totalmente individuale e non generalizzabile, per fortuna! 

Ma il fatto curioso è che spesso all’emozione paura sono associati altri stati d’animo molto più complessi: l’agitazione, l’angoscia, il panico, il terrore, il vuoto, il senso di morte, la mancanza di lucidità, etc. 

Tutte quelle che vi vengono in mente pensandoci, vanno bene. Perché spesso abbiamo paura della paura!

Proprio così! Se ci riflettete attentamente molto spesso abbiamo più paura di ciò che accadrà, di quello che la nostra mente costruisce per proteggerci, piuttosto che dell’evento finale.


Riflettiamo pensando ad un caso abbastanza comune, dove in terapia lo psicologo chiede cosa crea paura. Le risposte spaziano tra i mondi più complessi, ma generalmente ricostruendo le vostre narrazioni, possiamo constatare che il timore è legato all’evento e al suo stato d’animo prima che si concluda, più che all’evento vero e proprio. Perché una volta accaduto, passato, concluso, verificato, non fa più paura.

In altre parole è la paura associata all’ignoto, a ciò che non conosciamo, o al cambiamento ciò che ci terrorizza, non la paura in sé!

Come diceva Seneca: “Le nostre paure sono molto più numerose dei pericoli che corriamo. Soffriamo molto di più per la nostra immaginazione che per la realtà.”

Ricordo sempre un evento della mia vita di qualche anno fa, in cui mi dissero di non voltarmi a guardare in faccia “quella” paura, perché non sarebbe stato utile, mi raccomandarono di continuare a camminare; perché forse…non mi avrebbe raccontato nulla di buono. 

Ma io di natura testarda, ho scelto di guardarla in faccia proprio perché faceva tanta tanta paura.
E’ stato utile? Penso di si, sicuramente educativo e lo conservo come una parte della mia evoluzione. Perché spesso è proprio questo ciò che si cela dietro le nostre paure… la paura del cambiamento! 

Precludendoci la possibilità di evolvere e apprendere qualcosa di noi che senza il meccanismo della paura non sarebbe stato possibile.

Spesso siamo ingabbiati nei nostri meccanismi mentali, che abbiamo messo a punto negli anni della nostra crescita, e che ci proteggono da tutto ciò che è indesiderato.

Quindi vi chiedo…. Cosa accade se guardate la vostra paura in faccia? Come direbbe Jung: la vostra Ombra?
Che sensazione vi crea?
Cosa racconta?
Cosa nasconde?
Di che colore è? Che forma ha? Dove si trova nello spazio rispetto a voi?
In cosa si trasforma se la osservo, si trasforma o rimane uguale?
Fa sempre paura se la osservate o può scrivere un capitolo della nostra storia che non conosciamo?

Utilizzate queste domande come un gioco, non abbiate paura di sperimentare, se sperimentiamo cresciamo…evolviamo.
La nostra o le nostre paure possono essere anche questo, non necessariamente devono avere solo accezioni negative.

Generalmente quando un’esperienza, un evento o una prova sono difficili sono solo campi di esperienza da attraversare e lezioni da imparare.

Capovolgendo il modo in cui osserviamo le cose, incredibilmente cambiano anch’esse!!!

Buona evoluzione a tutti!

Dott.ssa Tiziana Melis


Segui Psicura.it

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla NewsLetter Psicura.it per ricevere, ogni due settimane, tutte le novità e gli aggiornamenti sulle nostre attività.



    0
      0
      Carrello
      Il carrello è vuotoTorna ai Media