Il nome ed il colore delle emozioni.

4 Ottobre 2020

Il nome ed il colore delle emozioni.

Quante volte vi ascoltate davvero?

Quante volte rimanete in ascolto della vostra parte più profonda?
“Stare con se stessi” è tutt’altro che semplice, necessita di uno sforzo ben maggiore della semplice riflessione.

Ascoltarsi e sentirsi, significa coltivare la capacità di stare nel qui e ora con le nostre emozioni, allenamento tutt’altro che semplice e scontato; spesso doloroso.

Perché ascoltare le emozioni è tutt’altro che una passeggiata di salute, specie quando non sono positive.

Immaginate di ascoltare la rabbia, la tristezza, la disperazione che si manifestano a livello corporeo in pianto, sudorazione, agitazione, dolore fisico magari in qualche parte del corpo, tremori e via discorrendo.

Cosa facciamo? Generalmente tendiamo a insabbiare tutto dicendoci che passerà, che non è nulla e che non dobbiamo soffermarci su queste sensazioni.

Nelle situazioni che percepiamo come più disperate, corriamo ai ripari con ansiolitici e farmaci tampone, che ci danno una immediata sensazione di benessere ma che non risolvono la causa, solo il suo sintomo.

Io invece voglio consigliarvi di rimanere aperti e in ascolto, la maggior parte dei malanni del nostro tempo è causato dalla incapacità di stare con noi stessi; perché così spesso ci educano, così ci dicono di affrontare la vita: a muso duro, con leggerezza o sorvolando sulle cose.
E così manifestiamo ansia, attacchi di panico, depressione…

Ascoltatevi, imparate a dare un nome a ciò che sentite:

  • Dove si trova quella sensazione che ci fa male e paura? Nello stomaco, nella testa, nelle gambe o dove?
  • Come si chiama?
  • Cosa ci sta comunicando?
  • Perché è arrivata?
  • L’abbiamo avvertita altre volte? In che misura? Come l’abbiamo gestita e superata?
  • Che colore ha? Che forma ha? Come collaboriamo con essa?

Provate a favi queste domande e vi renderete conto che vi aiuteranno a identificare il problema forse, oppure a capire qualcosa di voi che quell’emozione vi sta comunicando.

Non lasciate che le emozioni vi attraversino senza abbracciarle. Ascoltare in silenzio è educativo, ci forma.

Può darci risposte su noi stessi. Su quelle ferite che non vogliamo in nessun modo contemplare.

Osservate.

Buona evoluzione!

Dott.ssa Tiziana Melis


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