La vendetta è un piatto da servire freddo?

4 Ottobre 2020

vendetta

La vendetta è un piatto da servire freddo?

Mi ritrovo, come al solito, a fare la spesa nei ritagli di tempo che coincidono immancabilmente con le ore di punta in cui i supermercati sono più affollati. 

Sono le 13 di martedì e sono in fila alla cassa con il mio carrello carico di spesa ormai da 16 minuti e mentre la noia e l’impazienza prendono il sopravvento, il mio desiderio più forte è quello di lasciar tutto lì e di scappare. Nel tentativo di soffocare tale spinta mi riprometto per l’ennesima volta di cambiare orario ed abitudini. 

Mentre sono presa da tutte queste congetture, vengo attratta da un’animosa conversazione tra due ragazze di circa 16 anni.

La mia attenzione viene catturata dall’ostilità e dall’asprezza con cui una delle due ragazze narra che durante una discussione di gruppo era stata colpevolizzata ingiustamente e ora si sentiva mortificata e giudicata. La sua intenzione era quella di vendicarsi per il torto subito screditando a sua volta la sua compagna di fronte a tutto il gruppo di amici.

Quante volte anche noi, come la ragazza, abbiamo usato la vendetta come soluzione per allentare la tensione provocata da un’ingiustizia, un sopruso o un errore

Ma da cosa nasce la vendetta? 

Il sentimento di vendetta nasce dal dolore, dalla rabbia e dalla tristezza per un torto subito. 

La persona vendicativa può struggersi nel proprio dolore e successivamente diventare spietata e crudele, l’atto vendicativo è meditato e frutto di un lento ragionamento “la vendetta è un piatto che va consumato freddo”. L’affronto che ci è stato fatto si mantiene vivo con il rancore, l’odio e la vendetta; ma possiamo raggiungere una soluzione positiva attraverso uno dei sentimenti più elevati: il perdono.

Un torto, un’offesa, sono atti che meritano perdono.

Perdonare non significa accettare passivamente ciò che è successo oppure giustificare l’accaduto, perdonare significa riconoscere apertamente che l’altro ha commesso un sbaglio, significa liberarsi di molti fardelli che non meritiamo di sopportare:

  • il rancore,
  • il rifiuto,
  • la rivalsa.

Perdonare significa vivere pienamente con serenità. Il perdono è un farmaco efficace che ci aiuta a sviluppare abilità e virtù per essere delle persone migliori.

Intanto è arrivato il mio turno, pago la mia spesa ed uscendo vedo le ragazze che camminano chiacchierando serenamente e allegramente, forse, e mi auguro che i pensieri vendicativi siano svaniti tra la loro spensieratezza e allegria.

Dott.ssa Patrizia Ziti


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