Ottimisti non si nasce, si diventa!


Chi è ottimista vive più a lungo: a dichiararlo è una ricerca dell’Università di Boston pubblicata sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze Pnas. Questo studio ha rilevato una stretta relazione tra l’affrontare la vita in modo sempre positivo e la longevità, al punto che in media vedere il mondo “in rosa” allunga la vita dell’11-15% in più rispetto ai non ottimisti.

Ma essere ottimisti è una predisposizione innata o qualcosa che si può apprendere? Nonostante i falsi miti secondo cui alcuni nascono sotto una buona stella e quindi vedono in modo naturale il bicchiere mezzo pieno, di fatto l’ottimismo è un atteggiamento mentale, e come tale si può scegliere, anche in modo semplice. 

Quali sono i benefici?

Ottimismo significa energia

Un atteggiamento ottimista permette alle persone di affrontare le proprie giornate con grande carica vitale, perché hanno imparato a gestire i momenti negativi, affrontando i problemi senza farsi schiacciare da essi. 

L’ottimismo ti può aiutare

Un’attitudine ottimistica può diventare un valore fondamentale per migliorare la tua vita, perché ti aiuta ad affrontare le difficoltà e conseguire obiettivi con buon umore e costanza. A differenza del pessimista, che si impegna a trovare inconvenienti ed impedimenti per affrontare una particolare circostanza, l’ottimista mette lo stesso impegno per trovare soluzioni ai problemi, scoprire i vantaggi e cercare nuove opportunità.

Il contagio positivo

L’attitudine positiva non influenzerà solo te stesso, ma anche il tuo ambiente circostante. La carica energetica di un ottimista spesso ha un notevole impatto anche sugli ambienti in cui interagisce.

Ottimismo genera ottimismo

Quando gli eventi sono favorevoli, i comportamenti positivi si auto-alimentano con facilità. Ovviamente capiterà sempre l’elemento di disturbo che metterà alla prova la tua capacità di reazione, ma questo invece che essere vissuto come ostacolo rappresenterà un ingrediente fondamentale per riuscire ad alimentare il tuo ottimismo. 

Assumere questo atteggiamento mentale non significa avere un “sorriso durbance” anche quando la macchina va in panne in mezzo ad una strada provinciale. E’ ovvio che non tutto va bene nella vita. Anche a chi ha un’attitudine ottimistica. Ma questa ti permette di diventare più consapevole del fatto che non tutto va come previsto, ti permette di accettare una sconfitta e di avere la spinta a rialzarti per ripartire.

Reagire e recuperare rapidamente la tua condotta positiva è alla base di un buon atteggiamento mentale. Chi si sofferma troppo sugli imprevisti o sulla sfortuna perde in partenza.

Bene, e adesso che abbiamo visto quanto fa bene essere ottimisti, ti suggerisco una semplice strategia che agevolerà nell’imparare l’attitudine positiva: la regola delle 3P.

Lo psicologo statutinense Seligman, padre della psicologia positiva, sosteneva come l’atteggiamento ottimista o pessimista derivasse dal cosiddetto “stile esplicativo”, valutabile attraverso il modello delle 3P: Permanenza, Pervasività e Personalizzazione.

Prova ad immaginare a qualcosa di bello che potrebbe capitarti, per esempio ottenere una promozione sul lavoro. Come ti spiegheresti questo evento? Che significato gli daresti?

Seguendo il modello delle 3P, se sei una persona pessimista, penserai quasi sicuramente che la fortuna non durerà a lungo (Permanenza), che non influenzerà né si diffonderà nelle altre aree della tua vita (Pervasività), e che ciò è successo perché hai avuto un colpo di fortuna, quindi non dipende da te ma da qualcosa di esterno (Personalizzazione).

Al contrario, se sei una persona ottimista, vedrai tutto in modo diametralmente opposto: la buona sorte probabilmente durerà a lungo (Permanenza), ti sentirai di fronte ad un altro esempio di come tutto nella tua vita sia fantastico (Pervasività) ed il risultato ottenuto sarà probabilmente esito di tutto il diligente e costante lavoro che hai svolto (Personalizzazione).

Vedi come è semplice? Prova ad applicare questo schema agli eventi positivi e negativi presenti in questo momento della tua vita. Come li interpreti? Sei un ottimista o un pessimista?

Se ti sei riconosciuto nello stile dell’ottimista, complimenti, continua così! Se invece ti sei identificato nello stile del pessimista, ti suggerisco di scriverti questo schema su un quaderno e di annotare, al termine di ogni giornata, gli eventi più significativi che ti sono capitati, e applicare il modello delle 3P. Domandati poi, per esempio, se è realistico pensare che la promozione ottenuta sia solo un colpo di fortuna o se forse questo risultato l’hai ottenuto grazie alle tue capacità. 

Con un po’ di allenamento, questo stile di pensiero diventerà a te sempre più familiare, ed i benefici inizieranno a farsi sentire!

Ah, e non dimenticarti di sorridere!

Dott.ssa Cecilia Pecchioli

Cecilia Pecchioli
Psicologia Giuridica, delle Relazioni e della Famiglia

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